martedì 16 settembre 2008

Andrea Riccio e il suo tempo a Trento

(Trento) Andrea Riccio rappresenta una figura di grande interesse per la scultura bronzea rinascimentale. Allievo di Bellano, ma forse anche direttamente a contatto con il plastificatore cremonese Fonduli, Riccio si muove nell'orbita dell'immediato seguito al soggiorno di Donatello a Padova.
La mostra non si propone come monografica, quanto, invece, come una mostra 'di contesto' mettendo insieme per confronto non solo opere di altri scultori a lui contemporanei, ma anche opere pittoriche e stampe.
La prima sezione si propone di ricostruire l'ambiente padovano: accanto a opere di Donatello legate alla sua permanenza in veneto - la terracotta del Gattamelata, un rilievo in marmo dall'altare (forse un pannello bronzeo sarebbe stato più utile) - si poteva ammirare la Madonna col Bambino commissionata da Pietro Bembo a Pietro Lombardo, pezzo di grande sensibilità e delicatezza, che ben si associava con le Madonne col Bambino pittoriche proposte in mostra, in particolare quelle di maggiore vicinanza all'ambiente mantegnesco (un po' meno quelle di Bellini). Una scoperta è rappresentata dalle opere in terracotta di Giovanni de Fonduli da Crema, plastificatore elegante, dalle tipiche fisionomie allungate e di grande naturalismo. La rassegna passa poi a esaminare l'attività di Bartolomeo Bellano, in particolare sono presenti due putti reggistemma dalla chiesa di San Francesco a Padova. Scultore risoluto nelle volumetrie, con figure talvolta un poco tozze, deve avere dato molto a Riccio, soprattutto per quanto riguarda la vena narrativa purtroppo non testimoniata in mostra da rilievi significativi. Più modesta la sala dedicata al tema della Pietà, e un po' forzata, se vogliamo, anche la presenza della tela con la Pietà di Jacopo de' Barbari.
Il passaggio obbligato è poi alla nascita del bronzetto all'antica vero e proprio, con pezzi mirabili come il Pastore che munge la Capra Amaltea di Riccio o il San Girolamo di Bellano, o anche alcuni rilievi disiecta membra da monumenti perduti dove si apprezza la particolare articolazione dello spazio in Riccio, secondo un senso che vuole il fondale quasi 'esploso' nel primo piano, senza alcun tentativo di fare proprio lo stiacciato donatelliano. Nell'ambito della diffusione della cultura rinascimentale del bronzetto, figura importante è anche Severo Calzetta da Ravenna, in contatto con la bottega dei Lombardo, di cui si possono ammirare alcune meravigliose teste dalla Galleria Estense di Modena. Sono oggetti che svolgono anche una funzione d'uso: sono portelle di tabernacolo, placche che ornavano i vestiti, lucerne, calamai, fermacarte. L'intellettuale umanista si circonda di oggetti che ne accompagnano ogni gesto col valore aggiunto di un gusto erudito. Correttamente erano esposti alcuni di questi bronzetti in associazione con due dipinti (di Lotto e di Cima da Conegliano) che presentano SAn Girolamo quale prototipo dell'umanista.
Non sempre le associazioni con i dipinti sembrano puntuali, talvolta anche le stampe mantegnesche sono più di evocazione che di preciso modello: è il caso del tema del Cristo al limbo che Riccio pare non prendere in grande considerazione.
Col passare degli anni, inoltrandosi nei primi anni del Cinquecento, il gusto di Riccio si fa più sicuro nella ripresa dell'antico, in associazione con le esperienze compiute dai suoi colleghi in Italia centrale (che forse avrebbero potuto essere meglio documentate). Bellissima la scultura di San Canziano dall'omonima chiesa veneziana, in terracotta, vero Dorifero neo-classico, e i rilievi dalla Ca' d'Oro come anche quello presente dallo smembrato monumento Della Torre di Parigi. Riccio sembra ora fare suo un linguaggio più composto, con fondi più neutri e meno convulsi, in cui far risaltare nettamente le figure. La mostra si conclude con una panoramica degli artisti classicisti in scultura a Padova al principio del Cinquecento, con maestri quali Mosca - esposto un suo bellissimo Marte in riposo, con il mantello spiccato dal vento e un grado supremo di finitezza - e Pirgotele, con un busto di Cristo e una testina di cristallo di rocca di grande nobiltà.
Le riserve principali riguardano la scelta di alcuni pezzi, tutto sommato poco funzionali al percorso proposto. Alcune stanze appaiono un po' superflue, come quella dedicata a Trento e alla cultura umanista al tempo di Riccio, e forse anche quella con i confronti di pezzi antichi. Anche la presenza di alcune opere 'fuori cronologia', fino al 1570, disorientano il visitatore, non appare sufficientemente motivati.
Iconfronti proposti, come detto, hanno talvolta un che di accessorio e decorativo, ma in alcuni casi sono invece appropriati e riescono a fare emergere correttamente il sapore di un tempo e di un'epoca. Complessivamente una mostra da consigliare, non scontata, e con alcune opere importanti, da non mancare. L'allestimento, snodandosi nelle suggestive stanze del Castello del Buonconsiglio, non brilla per originalità, ha alcune cadute piuttosto gravi - l'illuminazione dal basso delle sculture a figura intera, ad esempio, - ma anche teche abbastanza 'pulite', non eccessivamente invasive sul pezzo.

Contenuti:***
Qualità delle opere:***
Allestimento: **
Catalogo: ***
Sede Espositiva:****
Giudizio Complessivo:***

Rinascimento e passione per l'antico. Andrea Riccio e il suo tempo
Trento, Castello del Buonconsiglio
fino al 2 novembre

sabato 6 settembre 2008

Al via le giornate del patrimonio 2008


Una buona occasione per riscoprire il museo sottocasa, il palazzo storico del nostro comune, perennemente chiuso, la villa alla quale passiamo davanti ogni giorno per andare al lavoro e che ci chiedevamo come fosse fatta.
Queste sono le giornate del patrimonio, che sono un po' una continuazione delle giornate del FAI, ma che coinvolgolo soprattutto monumenti pubblici statali.
Visite guidate ai musei, alle collezioni pubbliche: l'opportunità per tornare ad abitare quelli che sono i veri luoghi dell'animo, il vero orizzonte del nostro sguardo.
Tra le cose che segnalo, ai residenti in Veneto, le molte iniziative che coinvolgono villa Pisani a Stra, villa Pojana, la scuola e la chiesa di San Giovanni Evangelista a Venezia.
Ma c'è solo l'imbarazzo della scelta.

Giornate europee del patrimonio

27 - 28 settembre 2008
ITALIA

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