Ci sono libri in grado di cambiare la prospettiva critica di un intero secolo; di spazzare come d'improvviso luoghi comuni, decenni di banalità, frasi e giudizi ripetuti senza alcuna riflessione personale. Ci sono libri che restituiscono giustizia all'arte e alla cultura del passato, sorvolando sulle ovvietà e sulle accuse di lettori superficiali. Uno di quei testi è L'invenzione della libertà, 1700-1789 di Jean Starobinski che oggi, con felice intuizione, colmando una lacuna da tempo avvertita a causa dell'esaurimento delle precedenti edizioni, Abscondita riporta nelle librerie. Pubblicato per la prima volta nel 1974, il testo è chiave per la riscoperta delle arti e della cultura di quegli anni che siamo soliti chiamare rococò. Forse sarebbe eccessivo affermare che il libro abbia rappresentato quello che furono gli studi di Praz e Honour per il Neoclassicismo; certo è che la sua pubblicazione è coincisa con una più generale riscoperta per l'arte di quel secolo e per maestri quali Antoine Watteau, Giambattista e Giandomenico Tiepolo.
Già il titolo sottolinea la multiformità di cui si vuole dare conto: invenzione come scoperta, ma anche come, nel senso tradizionale, di inventario, ritrovare oggetti o corpi dei santi. Libertà come uno spazio ritrovato, e insieme, nuovamente concepito.
Libertà come diritto, piena affermazione dell'uomo; ma anche come libertinaggio, visto non solo come depravazione morale e mollezza di costumi, ma anche come ricerca di sè, di affermazione individuale, rifiuto di un percorso prestabilito.
Elementi che ritroviamo nelle arti e nelle teorie di quel secolo: il rifiuto architettonico di una gerarchia di portato e portante, il trionfo della linea curva, sinuosa, asimmetrica.
La straordinarietà del libro si coglie dall'intelligenza delle letture messe in campo per spiegare la cultura e il modo di pensare del Settecento. Si vedano le riflessioni delle prime pagine: mentre Cartesio crede che l'uomo possieda delle idee innate, Locke ritiene invece che l'anima non sia nulla senza sensazioni e che le idee e i pensieri da esse stesse derivino. Da qui il bisogno di sollecitare continuamente l'intelletto, la sensibilità, la fantasia, con ambienti, decorazioni, visioni, appropriate.
Pochi libri sono riusciti con tanta intelligenza a combinare insieme spunti differenti, provenienti da diversi ambiti, per far emergere la vera anima di un secolo. Si potrà forse imputare al libro una certa univocità interpretativa, che non dà conto di alcuni aspetti ai quali gli studi hanno poi reso giustizia (l'arte religiosa del Settecento, per esempio).
Ma non c'è dubbio che resti un libro-svolta, da non mancare, qualora se ne sia sprovvisti.
Jean STAROBINSKI
L'invenzione della libertà, 1700-1789
Milano, Abscondita, pp. 210, 22 euro
mercoledì 30 aprile 2008
Starobinski, L'invenzione della libertà
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4/30/2008 08:56:00 PM
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sabato 12 aprile 2008
Francis Haskell: Il museo effimero
"Chilometri e chilometri sopra le nostre teste, gli aerei sfrecciano carichi di quadri di Tiziano e Poussin, Van Dyck e Goya. Sotto, nel frattempo, i curatori di musei e gallerie d'Europa e Stati Uniti si occupano di trasferire dipinti abitualmente custoditi nelle sale verso magazzini inaccessibili e ingombri e si danno da fare per preparare nuove e dettagliate didascalie esplicative." L'editore Skirà ha meritoriamente tradotto in italiano l'ultima fatica, pubblicata postumo nel 2000, di Francis Haskell, il grande storico dell'arte britannico, indimenticato creatore di Mecenati e pittori e de Le metamorfosi del gusto.
Con l'abilità e la freschezza di scrittura che gli è propria Haskell ripercorre la nascita dell'esposizione d'arte dal Seicento, all'Ottocento, fino alle mostre "di massa" per l'amatore e il turista moderno, non nascondendo il fastidio, entro un atteggiamento di ironico e disincantato distacco, per gli aspetti paradossali e deteriori del fenomeno, spesso fuorviante e d'ostacolo per la creazione e lo sviluppo della ricerca, della vera cultura, e di una sana educazione. Da non perdere.
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Francis Haskell
Il museo effimero
Skira, Milano, 2008
304 pp., 25 euro.
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4/12/2008 04:23:00 PM
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mercoledì 2 aprile 2008
FAI: le giornate di primavera
Il 5 e 6 aprile il Fondo Ambientale Italiano aprirà, come è ormai tradizione primaverile, alcuni edifici, residenze e luoghi particolarmente significativi in Italia, di sua proprietà e non solo. E' l'occasione, spesso irripetibile, di visitare luoghi meravigliosi, solitamente chiusi al pubblico, inaccessibili, se non attraverso faticose implorazioni. Tra le occasioni uniche la visita a Palazzo Farnese a Roma, con la meravigliosa Galleria affrescata da Annibale Carracci, che è per il Seicento quello che è la cappella degli Scrovegni o la cappella Brancacci per Tre e Quattrocento. Oggi il palazzo è sede dell'ambasciata di Francia e accedervi non è molto semplice.
E' possibile scaricare il programma completo degli eventi qui.
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4/02/2008 09:46:00 AM
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